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Premesso che:

l’Italia ha riconosciuto, con la Legge n 49 del 26.02.87 e con il relativo Regolamento di esecuzione (D.P.R. n 177 del 12 aprile 1988, Art. 7), alle autonomie locali italiane (Regioni, Province e Province Autonome ed Enti Locali) un ruolo propositivo ed attuativo nell’azione di cooperazione allo sviluppo, disciplinandone altresì, le facoltà di iniziativa e le modalità di collaborazione con la Direzione Generale Cooperazione Sviluppo, del Ministero degli Affari Esteri.

La Legge n 49/87 prevede che:

  1. Province e Comuni possono stanziare fondi per attività di solidarietà internazionale e di cooperazione internazionale;

  2. il Governo Italiano, può utilizzare nell’ambito dei propri progetti, le strutture pubbliche di Regioni ed Enti Locali.

L’Art. 19 della Legge n 68 del 19 marzo 1993 da la possibilità a Comuni e Province di destinare un importo non superiore allo 0,80% delle somme dei primi tre titoli delle entrate correnti dei propri bilanci di previsione, per sostenere programmi di cooperazione allo sviluppo ed interventi di solidarietà internazionale.

Tale articolo consente pertanto ai Comuni e alle Province di disporre di una base di risorse finanziarie autonome per la realizzazione di interventi di cooperazione che, se sommati ai finanziamenti dell’Unione Europea e delle Regioni consente di avviare iniziative di grande rilievo.

L’obiettivo finale della cooperazione decentrata è quello di rendere autonomi gli attori locali.

È necessario che essi prendano parte in modo attivo ai progetti.  Occorre partire da ciò che già esiste: ogni popolazione possiede delle capacità, e lo sviluppo delle capacità   è un processo evolutivo che non può essere separato dalla cultura e dai valori delle società in questione.

Lo sviluppo delle capacità presuppone però:

  1. informazione completa delle persone;

  2. strutture di appoggio ai poteri pubblici locali;

  3. creazione di reti e scambio di esperienze.

 

Lo sviluppo delle capacità è una strategia globale e complessa, ma è anche un mezzo che contribuisce al rafforzamento della società civile.

È necessario creare delle reti di cooperazione decentrata per :

  1. rimuovere le barriere e favorire lo scambio Nord-Sud e Sud-Sud di esperienze, la formazione e il rafforzamento duraturo degli attori decentralizzati al Sud;

  2. condurre le Associazioni, le O.N.G. e le collettività locali europee e del Sud ad associare risorse ed iniziative intorno a delle priorità e per azioni comuni.

La Provincia di Frosinone sta sviluppando un percorso di cooperazione decentrata che prevede tra le azioni principali la cooperazione internazionale scolastica, con il contributo del progetto “Educhiamoci alla Legalità e alla Solidarietà”

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LA COOPERAZIONE CHE VERRA’

 

I temi relativi agli obiettivi del millennio sono: l’eliminazione della povertà e della fame, l’educazione è la sanità per tutti, la salvaguardia dell’ambiente e il maggior spazio di azione delle donne.

Tra i molti temi di grande valore strategico che dovranno essere al centro della cooperazione che verrà si indicano quelli che seguono:

  1. la cooperazione per la pace

  2. i grandi temi ambientali

  3. la diffusione della cultura; la cooperazione che verrà dovrà promuovere una grande campagna permanente di educazione allo sviluppo umano e per la formazione dei quadri dello sviluppo locale internazionalizzato e della cooperazione. Questa campagna comprende almeno tre tipi di attività:

3.1  promozione della cultura e dello sviluppo umano nelle scuole, nelle università e nelle città, con interventi, cicli di conferenze dibattito ed eventi realizzati con la partecipazione di personalità della scienza, della cultura e della cooperazione.

3.2  attività e corsi per operatori delle amministrazioni decentrate dello Stato, delle O.N.G. e delle Associazioni ecc…

3.3  masters per la formazione dei manager dello sviluppo e della formazione.

  1. l’innovazione per lo sviluppo umano

Per le Province la cooperazione decentrata ha senso se non è una scelta marginale; essa deve essere integrata tra le tante iniziative degli Enti Locali pensate per attirate la partecipazione dei cittadini, soprattutto dei più giovani. Mai come oggi, quello che succede dall’altra parte del pianeta influenza direttamente la nostra esistenza e viceversa.

La cooperazione internazionale decentrata è importante per l’attivazione delle comunità locali, delle loro migliori risorse ed intelligenze.

Crea legami culturali e favorisce la crescita civile delle popolazioni coinvolte.

Serve a conoscere altre culture, scoprirne la ricchezza di valori e di saperi.

Cooperare per affezionarsi ad altri popoli, ad altre donne e uomini, bambini e bambine, innescando quel circolo virtuoso che porterà il nostro territorio a selezionare rappresentanti politici responsabili ed impegnati a costruire la solidarietà tra i popoli, e a progettare un modello di società e di economia globale in cui ci siano spazi, diritti e opportunità per tutti.

Altro aspetto da sottolineare è la consapevolezza che può  venire dall’aver conosciuto mondi lontani e impoveriti dal nostro modello di sviluppo.

Una delle conseguenze della partecipazione a progetti di solidarietà internazionale è che si impara a chiudere l’acqua quando ci si lava i denti, a riciclare prima di buttare, ecc..

È attraverso la conoscenza diretta che si diventa responsabili.

 

I GRANDI TEMI DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE:

      Pace e Non Violenza

1.      Finanza Etica

2.      Economia sostenibile

3.      Banca del tempo

4.      Commercio equo e solidale

5.      Biodiversità

6.      Colonialismo e neo-colonialismo

7.      Mondialità

 

Il Presidente della Provincia 

Avv. Francesco Scalia   

L’Assessore all’Istruzione,  Formazione e Diritto allo      Studio          della Regione Lazio

On Silvia Costa

 

L’Assessore alle Politiche Sociali

Dott. Francesco Giorgi

 

La Coordinatrice Provinciale del Progetto

Prof.ssa Cristiana Priorini